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Il Questionario a ZigZag: Mickey Boardman

"Quando indosso Missoni sono Dominique Sanda ne Il giardino dei Finzi-Contini. Sono Aristotele Onassis sul suo yacht"

Simpatico, esplosivo e pieno di energia: chiunque abbia incontrato Mickey Boardman in una delle sue tante manifestazioni (dal vivo, nella sua rubrica su Paper magazine oppure attraverso il suo vivacissimo account Twitter) viene immediatamente colpito dalla sua immensa gioia di vivere. Se c’è mai stato un soggetto perfetto per il nostro Questionario a ZigZag, il direttore editoriale di Paper lo è.

 

Hai descritto te stesso come “un po’ cartone animato”. Sii più specifico, quale cartone?

 

Tutte le mie persone preferite sono un po’ cartoni animati, nel senso che sono eccentriche e uniche dal punto di vista visivo. Adoro i cartoni animati, e definire qualcuno un cartone animato è come dirgli che è eccezionale e adorabile e uno spasso da guardare.

 



Quando hai scoperto che stare su un palco era liberatorio per te?

 

Da ragazzino, come tutti, stare davanti alla gente per fare un discorso o esibirmi su un palco mi rendeva nervoso. Però amavo essere al centro dell’attenzione, e a un certo punto dell’età adulta mi sono reso conto che stare su un palco è la cosa migliore del mondo, se ti piace l’attenzione. Tutta la sala ti guarda. Ora che sono più maturo mi sono reso conto che il motivo per cui mi piace stare su un palco è che lì mi sento a mio agio, e sono bravo a essere me stesso. La maggior parte della gente diventa nervosa e non si comporta in modo naturale. Uno dei miei più grandi talenti è riuscire a far emergere la mia personalità quando vengo intervistato in televisione, quando sono sul palco o scrivo la mia rubrica. Stare su un palco mi fa sentire bene.

 

Il tuo account Twitter è una fonte infinita di citazioni memorabili. Hai mai l’ansia da prestazione, o sei uno che twitta a ruota libera?

 

Non ho alcun piano per la gestione dei miei social media. Dico quello che mi viene in mente, e dato che ho una gamma piuttosto vasta di interessi e tendo a partire per la tangente, credo di essere la persona perfetta per usarli. Molti giornalisti e scrittori che conosco hanno sempre bisogno di più spazio per i loro pezzi. A me bastano tre tweet e con quelli riesco a dirti tutto quello che ti devo dire su QUALSIASI argomento. Avere un piano per Twitter è come cercare di far diventare virale un video. Non si può pianificare la viralità, è una cosa che deve succedere da sola.

 

Quando prendi una decisione editoriale, che cosa conta di più: gli argomenti nuovi che nessuno ha mai affrontato, o qualcosa di abbastanza noto che però attira sempre l’attenzione?

 

Molte testate fanno continuamente a gara per arrivare a parlare di qualcuno prima di tutti gli altri. Paper è noto perché riesce spesso a portare alla luce nuovi talenti prima di tutti gli altri, ma quello che conta davvero per me è che qualcuno del nostro team, sia ossessionato dal soggetto del suo articolo. Per esempio, io sono e sarò sempre ossessionato da Missoni. Non è nuovo, ma è fantastico. Se stiamo scrivendo un pezzo su Missoni, sono io che me ne occupo, perché adoro Missoni e seguo le sue evoluzioni da decenni.
Ora che sono un po’ più vecchio è più facile che scelga di dedicare spazio a persone più in grado di influenzare la cultura pop. È bellissimo parlare di meravigliosi sconosciuti, ma a volte è meglio occuparsi di qualcuno che sia conosciuto da un pubblico più vasto. L’importante è parlarne in un modo che sia fedele alla linea editoriale. Ma potrebbe essere solo il fatto che man mano che invecchi fai più attenzione al lato commerciale.

 

Qual è la tua definizione di “superstar”?

 

Una superstar è qualcuno di eccezionale e dotato di glamour e favolosità ai massimi livelli. Questo non significa che debba vestirsi da ballerina di Las Vegas: significa solo che ha quel tocco magico che rende alcune persone delle star, e che ti fa sentire un brivido ogni volta che le vedi.

 

Cos’è che ti piace di più dei capi Missoni?

 

Quando penso a Missoni penso a una vita glamour fra il jet set, ma anche sportiva. Quando indosso Missoni sono Dominique Sanda ne Il giardino dei Finzi-Contini. Sono Aristotele Onassis sul suo yacht. Sono un campione di sci olimpico a Cortina. Sono una fascinosa star internazionale a passeggio in via del Babuino. Missoni crea un glamour che è chic ma anche sportivo.

 

Qual è il tuo superpotere?

 

Posso attraversare ogni sorta di evento negativo e traumatico e sentirmi comunque felice ed emozionato dalla vita.

 


Da dove arriva il tuo amore per la moda?

 

Credo che qualsiasi amore autentico venga da un luogo in fondo all’anima, ed è inspiegabile. Se mi mostri un video delle Supremes in abiti di paillettes che cantano You Can’t Hurry Love, mi vedi letteralmente con la schiuma alla bocca. Ho una reazione fisica alla moda. Non credo che sia perché sono gay o perché mia madre si vestiva in modo stravagante o perché mi piacciono i vecchi film. Credo solo che mi piaccia perché mi rende tanto felice.

Proietti un’immagine di perpetua allegria e buonumore. Non hai mai giorni no, e se sì, come li affronti? Ti nascondi finché non è passata, oppure esci e te la fai passare a forza di feste?

 

Lavoro per un giornale in cui organizzo sessioni fotografiche. Ovviamente, a prescindere da quanto preavviso hai dato a tutti nella pianificazione c’è sempre qualcuno che dà forfait il giorno prima. Oppure la location non è disponibile. O qualche altra catastrofe. Ti arrabbi, poi te la fai passare e vai avanti. Quando sono di pessimo umore faccio lo stesso. A volte mi capita di lasciarmi andare per quindici minuti, poi mi ricordo che non frega niente a nessuno di che umore sono, la vita è bellissima, e vado avanti.

Qual è la tua idea della festa perfetta?

 

Una grande stanza piena di gente divertentissima (amici intimi e sconosciuti favolosi) e DJ Mad Marj che mette musica. Una bella festa non è difficile da mettere in piedi come pensa certa gente.

 

Hai un outfit di riferimento per i momenti “Ommioddio cosa mi metto”, o improvvisi sempre?

 

Lustrini! Ho un sacco di camicie, giacche e maglie con lustrini che funzionano sempre. Non penso mai a cosa mettermi fino all’ultimo momento.

 



Con che cosa ti piace avvelenarti?

 

La Coca-Cola. Sono dipendente, e lo zucchero è letteralmente veleno!