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Camaleonti Missonici
Sono i camaleonti i protagonisti di queste illustrazioni di Caitlyn Carlisle dedicati alla collezione Donna Primavera 2015
 
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Missoni Moments Stories

Il questionario a zigzag: Devendra Banhart

Freak folk, psych folk, New Weird America: la musica di Devendra Banhart è stata chiamata in tutti i modi possibili, nessuno adeguato a descrivere il suo mix unico di rilassatezza e bizzarria. Gli abbiamo sottoposto il nostro Zigzag Questionnaire, e ci ha dato delle risposte molto poetiche... insieme a una richiesta dritta dal cuore.

 

Tu puoi senz'altro essere definito un'icona di stile; quello che non riusciamo a capire è se questo sia casuale o intenzionale.

 

“La moda è sempre stata una convenzione bizzarra, per me, ma è pur sempre una delle prime arti con cui entriamo in contatto e di cui abbiamo coscienza, per condizionamento (del mondo esterno) o per intuito (naturale). È buffo, ma scrivere queste cose mi ha fatto capire che forse la moda è una delle prime discipline artistiche che questo piccolo venezuelano ha sperimentato: di sicuro è stata un catalizzatore e il mio primo ingresso nei mondi dell'arte visiva e della musica a cui ora dedico tutto il mio tempo, nella vittoria e nella sconfitta. Dopotutto, senza la moda non mi sarei mai messo i vestiti di mia madre di nascosto e mai avrei tentato di cantare”.

 

“Quindi, intenzione o casualità? Dato che per analizzare la domanda sono andato troppo indietro, direi nessuna delle due: nella mia vita quotidiana è intenzione anche solo perché sono conscio di quello che indosso durante la giornata e faccio uno sforzo, per quanto minimo, di mettermi cose che mi piacciono”.

 

“Ho anche degli stilisti preferiti così come ho musicisti e pittori preferiti; Missoni, naturalmente, è uno di questi”.

Al contrario di molti uomini, tu sembri avere un rapporto molto sano e felice con il colore. È sempre stato così, o il tuo gusto si è evoluto verso una gamma più ampia?

 

“Ho sempre trovato che le opinioni espresse come se fossero degli assoluti universali e inamovibili siano molto ammalianti: per esempio, qualcuno una volta mi ha detto ‘Il più grande errore di tutti i tempi è abbinare il rosso con il rosa, lo sanno tutti!’ L'ha detto con il tono di uno che pensa che ‘Il Sole è caldo’ non sia altrettanto vero. Il colore è una questione così profondamente personale e soggettiva che chiunque pensi di sapere che cosa sta insieme per chiunque altro è pazzo. La diversità di colori e di combinazioni ha un fascino sempre cangiante.

In questi giorni sono un tipo da verde e rosa”.

 

Sei un solista da tutta la vita, anche se spesso ti affidi a una band per i tour. È difficile abituarsi alla vita in viaggio con persone diverse?

 

“In questo periodo sto facendo fatica ad abituarmi a non essere in tour. Ne ho appena finito uno che è durato più di quattro mesi, e anche se ho una montagna di lavoro accumulato ho una voglia pazza di soundcheck”.

 

A parte l'abilità musicale, qual è il tuo criterio quando scegli i musicisti con cui andrai in tour?

 

“Cos'è questa abilità musicale di cui parlate? Ah! Le mie canzoni sono piuttosto semplici, e la bravura non è quasi mai un fattore determinante quando c'è da scegliere chi entrerà a far parte della band. È un cast che cambia di continuo, ma non include mai persone che qualcuno dei personaggi fissi non conosca bene”. 

 

Tu collezioni oggetti musicali. C'è un Santo Graal degli strumenti che ti piacerebbe avere ma che non sei mai riuscito a trovare?

 

“È un peccato (o una fortuna per alcuni, di certo) che sia così difficile sfatare le leggende che finiscono sulla tua pagina di Wikipedia. Un po' di anni fa ho preso in prestito dal mio vecchio manager il divano di Jim Morrison (e gliel'ho restituito da un pezzo), ma da allora ho l'etichetta di ‘collezionista di oggetti musicali’ tatuata in fronte. Non è una brutta cosa, ma non è una cosa che faccio davvero. Ho cambiato casa ogni sei mesi negli ultimi dieci anni, e con i tour è molto difficile collezionare altro che cattive abitudini!

 

Hai un capo d'abbigliamento da cui non riesci a separarti, e di che colore è?

 

“Sì, ce l'ho: sembrerà completamente inventato e proprio fatto apposta, ma c'è un maglione di Missoni, di varie sfumature di grigio, azzurro e verde che non indosso quasi mai perché lo adoro troppo”.

 

Sei nato in Texas, cresciuto in Venezuela, trasferito in California. C'è un lato delle tue molte identità che senti essere preminente rispetto agli altri, o sei un mix perfetto?

 

“Haha! L'unica volta un cui la parola ‘perfetto’ e io stiamo insieme in genere è seguita da ‘scemo’, ‘asino’ o ‘cervello di gallina’. Sì, la mia combinazione genetica e culturale è varia: chi non ne ha una così?”.

 

Questa è complicata ma divertente. Se dovessi creare un tuo pattern a righe, che colori sceglieresti e quale sarebbe il loro significato?

 

“Lo lascerei fare ai maestri e farei scegliere ai Missoni, questa è la verità...”.

 

Dicci il tuo desiderio segreto.

 

“Che mi facciate un maglione, la pace nel mondo e la pace individuale, uguali diritti per la comunità LGBT, una buona istruzione per tutti, scrivere UNA bella canzone e che mi facciate un maglione!”.