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Il questionario a zigzag: Carolina Gawronski

"A Hong Kong ci sono tutti i colori. Come da Missoni"

Una vita da viaggiatrice, una doppia laurea presa in Inghilterra in Storia dell’arte, dell’architettura, del design e del cinema e nella gestione di musei, mille lavori e ora l’approdo a Hong Kong come giornalista freelance nel campo della moda: Carolina Gawronski, più di moltissime altre ragazze italiane della sua età, ha capito il valore dell’impegno, ma soprattutto dell’avventura. L’abbiamo sottoposta al nostro questionario a zigzag per scoprire quali sono i colori della sua anima: ecco le sue risposte.

 

Descrivici il posto dove sei ora, in questo momento, mentre ci rispondi. Mettici tutti i dettagli che vuoi.

Scrivo da Hong Kong, in uno dei tanti bar dove vado a lavorare ogni giorno. Non mi piace lavorare da casa, non riesco a concentrarmi. L’uomo è un animale sociale. Al tavolo alla mia sinistra ci sono 3 donne asiatiche sui 40 anni. È appena arrivato il loro ordine: due cappuccini e una torta. Lo mangiano? Certo che no. Come molti a Hong Kong, un bel 6-7 minuti sono spesi a fare foto da vari angoli, con o senza cucchiaino, con mano inclusa o solo un dito. Cercate su Instagram #foodporn e capirete cosa intendo.

 

A leggere la tua biografia, si direbbe che tu sia una giramondo di vocazione. Com’è che una ragazza così giovane finisce a lavorare a Hong Kong?

Sono partita da casa quando avevo 16 anni e non ci sono mai ritornata. Mi ricordo il primo giorno di scuola in collegio a Oxford. Ho pianto. Ma poi da lì è sempre stato un continuo spingersi più in là. Di solito si dà per scontato che vivere a Londra, New York, Parigi, tutti posti dove ho vissuto, sia ‘cool’. Non è sempre così facile. Vivere in Asia è difficile: la cultura è veramente diversa – e non parlo solo del food porn. Bisogna veramente adattarsi, ma questo mi spinge ad aprire ancora di più la mente, ad accettare e imparare nuove cose; a riconsiderare (e spesso apprezzare ancora di più) i miei valori.

 

Di tutti i luoghi dove hai vissuto, ce n’è uno che più degli altri consideri “casa”?

Mi sento senza dubbio europea. Adoro l’Europa con tutto il mio cuore. Sono metà italiana e metà polacca, sono stata tanto tempo in Inghilterra, molti dei miei migliori amici vivono in giro per l’Europa. Ma purtroppo, o per fortuna, non mi sento a casa da nessuna parte. Mi sento sempre leggermente fuori posto; è brutto, ma mi piace.

 

C’è gente che individua subito un bar per la prima colazione, altri cercano un negozio preferito, o si presentano ai vicini di casa. Qual è la prima cosa che fai per ambientarti quando arrivi in un posto nuovo?

Guardo la mappa della città! Io adoro le mappe. Ovunque sono, so sempre dov’è il nord. Sono una nerd!

 

Qual è il colore dominante di Hong Kong?

C’è il blu del mare, il verde delle montagne stupende, i metalli del porto e dei grattacieli, i colori dei tabelloni pubblicitari. Ci sono tutti i colori, come nel mondo di Missoni.

 

 

C’è un posto in cui non sei ancora stata e in cui ti piacerebbe moltissimo lavorare?

Vorrei visitare il Sud America, e poi, più vicino a qui, il Giappone, il posto più sofisticato al mondo. Più leggo del Giappone, più mi sembrano tutti dei geni.

 

Descrivi il tuo stile in dieci parole.

Curiosa. È l’unica parola che vale sempre – le altre cambiano quasi tutto il tempo… credo che abbia a che fare con l’essere donna.

 

Come giovanissima all’estero, qual è il consiglio fondamentale che daresti a chi come te vuole spiccare il volo molto presto?

Fallo e basta. Ci sono sempre mille scuse: non ho abbastanza soldi, non ho abbastanza amici, bla bla bla. E poi, se non ti piace, puoi sempre tornare a casa – ma ti assicuro che non ci tornerai!

 

Cosa ti metti quando sei triste?

Quando non ho voglia di pensare a cosa mettermi mi metto le mie Nike Air Force high top bianche. Ma slacciate, perché ovviamente fa troppa fatica allacciarle…

 

Italiano, polacco, inglese: quante altre lingue hai imparato, oltre a queste?

Il francese. Ma non ne parlo nessuna con particolare eloquenza, e quando parlo italiano metto sempre un po’ di frasi in inglese. Le persone che non mi conoscono bene pensano che me la tiro, in realtà è solo perché sono analfabeta e pigra e mi affatica parlare in italiano. E l’inglese è una lingua per i pigri! Concisa e asciutta e non poetica come l’italiano.

 

C’è un capo Missoni che ti piacerebbe moltissimo avere, e se sì, qual è?

Limitarmi a uno mi sembra impossibile. Mi piace tantissimo la collaborazione che è stata fatta con Converse. Mi piacciono i pantaloni con le stampe, i cappotti colorati e caldi, i turbanti… e i costumi! Mi fermo qui, sennò la lista diventa infinita.

 

Come ti vedi fra trent’anni?

Onestamente, non riesco a pensare oltre due anni da adesso. Quello che so è che voglio avere una carriera importante, lavorare bene e impegnarmi e spingermi sempre più in là… perché questo e quello che mi rende felice.

 

Parola d’ordine?


Nessuna in particolare. Chi vivrà, vedrà!

 

 

 

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There are 1 comments

  • Author: Johna579
    03 luglio 2014 at 12:21 PM

    I like this site its a master peace ! Glad I observed this on google. The definition of a beautiful woman is one who loves me. by Sloan Wilson. dakdffekekkd

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