LAST MOMENTS
missonettes
The ZigZag Questionnaire: Azza Yousif
Una chiacchierata con la fashion editor di Vogue Hommes International su street style, diversità nella moda e l'evoluzione dello stile maschile
 
FESTE
Halloween e i colori dell’autunno
Festa che celebra la bellezza malinconica dell'autunno, Halloween è anche, e soprattutto, colore. Ecco qualche proposta dalle nostre collezioni per la notte delle streghe
 
Missoni Moments Stories

Il questionario a zigzag: Alexia Niedzielski

In un mondo che privilegia l’effimero e l’usa-e-getta rispetto al permanente e duraturo, in cui il ciclo di vita di una notizia richiede aggiornamenti continui e un ritmo frenetico, Alexia Niedzielski va controcorrente. La giovane imprenditrice e icona di stile ha appena fondato il suo terzo periodico, System, dedicato ai retroscena del mondo della moda: ecco quello che ci ha detto sull’editoria e su altri e vari argomenti nel nostro questionario a zigzag.

 

Uno dei primi dieci risultati su Google con il tuo nome sono i post su Tumblr che contengono foto di te con un abito o l’altro (e ci piacciono tutti). Che rapporto hai con il tuo status di icona di stile?
Con l’avvento dei blogger, chiunque può ritrovarsi con la sua foto e i suoi look sparsi per tutta la rete… quindi non sono tanto sicura di essere un’icona. Però è bello essere riconosciuti per la propria individualità, specialmente in un mondo così conformista. Non mi sono mai piaciute le mode, credo che il segreto stia sempre nel mescolare le varie tendenze e trovare cosa ti sta meglio.

 

Si parla tanto della morte della stampa cartacea, e intanto tu hai già aperto tre giornali di moda. Che cos’è che ti attira tanto nei periodici?
Mi piacciono le cose che si possono toccare e collezionare. Credo che belle immagini su una bella carta creino oggetti del desiderio che ho trovato difficile riprodurre online.

 

Hai una gamma di colori a cui fai più spesso riferimento?
I miei gusti in fatto di colori si evolvono di continuo, ma finisco sempre per tornare ai classici.

 

Qual è il tuo primo ricordo del colore?
Mi ricordo che correvo in un campo di margherite nella mia casa di campagna in Francia. La natura ha sempre l’assortimento di colori migliore, è la mia ispirazione primaria.

 

 

Hai mai dovuto indossare qualcosa che detestavi? Che cos’era, e perché dovevi indossarla? (Valgono anche i ricordi d’infanzia.)
Sono sempre stata di gusti molto difficili con gli abiti, fin da bambina. Mi ricordo che quando avevo cinque anni mi rifiutai di uscire dalla stanza d’albergo in cui mi trovavo per andare a fare un giro turistico perché volevo assolutamente indossare un gigantesco abito Baby Dior con delle fragole ricamate sopra… non proprio una cosa adatta alle strade di New York. Quindi no, non credo di aver mai dovuto indossare qualcosa che non mi piaceva.

 

Cosa fai con gli abiti vecchi o fuori moda? Te li tieni o li dai via?
Cerco di dare via o vendere qualunque cosa io non indossi da più di due anni. Tenersi roba che non si usa ti rovina il karma.

 

C’è un look a cui fai ricorso quando non ti senti te stessa?
Evito di indossare troppi colori quando non sono di buonumore, e mi metto le ballerine.

 

Hai un artista preferito?
È difficile sceglierne uno solo. Dei classici direi Matisse e Klimt. Fra i contemporanei, Cattelan e la giovane e talentuosa Tauba Auerbach.

 

Tre donne che ti ispirano, e perché.
Leni Riefenstahl per il suo approccio visionario ai documentari e anche per essere riuscita a reinventarsi così tante volte. Mia nonna perché è un’ispirazione continua per come si veste e per la sua positività. Ella Fitzgerald e Aretha Franklin per le loro voci incredibili.

 

Qual è l’ultima canzone che non riuscivi a smettere di canticchiare?
La nuova dei Daft Punk – e sarebbe davvero meraviglioso se la gente smettesse di suonarla ovunque io vada!

 

Righe, blocchi o pois?
Un po’ di ogni cosa.

 

Dove segni il confine invalicabile?
Non in centro, la simmetria non mi piace!