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Luisaviaroma e Missoni collaborano The Circle Italia e all’artista Erica Laurell per lanciare uno speciale progetto di beneficenza
 
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Dimore d’eccellenza

Gli enfant prodige di Milano, i due designer Emiliano Salci e Britt Moran meglio noti come Dimore Studio, ci raccontano le loro intenzioni per il Salone, piani futuri e perché l’Italia è il miglior posto del mondo per i designer

Le vostre installazioni per il Salone del Mobile sono sempre fra le più attese durante la manifestazione. Qual è stata l’ispirazione per il vostro progetto per il Salone di quest’anno?

L’ispirazione è nata dai reparti psichiatrici scandinavi disegnati dall’architetto finlandese di metà secolo scorso Alvar Aalto. Da tre anni avevamo questi due armadietti provenienti da un reparto di psichiatria che aveva disegnato lui. Un giorno, stavamo compilando la scheda tecnica su questi pezzi e volevamo saperne di più. Quindi abbiamo cominciato a cercare, e abbiamo scoperto da dove erano arrivati, e abbiamo trovato delle bellissime foto dei reparti. C’erano dei colori stupendi e alcuni dei corridoi avevano dei disegni pazzeschi sui pavimenti di linoleum. Super moderni, super contemporanei. Quindi ci siam detti: perché non facciamo qualcosa del genere per il Salone? Ma abbiamo pensato di partire dal pavimento e salire lungo il muro, facendo un’installazione dal pavimento al soffitto tutto di piastrelle. Abbiamo creato delle piastrelle dipinte a mano con disegni geometrici usando i colori del nostro studio, fatte in collaborazione con un’azienda che si chiama Ceramica Bardelli.

 

Che altro possiamo aspettarci di vedere nella vostra galleria e negli uffici di via Solferino?

Abbiamo due stanze che abbiamo chiuso per farne una Wunderkammer [un gabinetto delle curiosità tipico dell’epoca vittoriana]. La riempiremo di oggetti e di tutti le cose che ci danno ispirazione, oggetti presi dalle nostre collezioni personali oppure cose che abbiamo raccolto per il nostro studio. Per quanto riguarda i mobili che avremo in mostra, quest’anno ci stiamo concentrando sui materiali preziosi. Il focus è su quello che sta all’interno dei pezzi, piuttosto che fuori, anche se ovviamente il fuori è bello. C’è una fonderia qui a Milano che lavora con il bronzo – sono gli stessi che lavorano con artisti contemporanei come Giuseppe Penone e lo scultore Arnaldo Pomodoro – e li abbiamo scelti per farci aiutare a creare le maniglie e alcuni dettagli dei pezzi che presentiamo. Ci sarà anche una lampada di cui stanno facendo i dettagli in bronzo. Quindi questa è una delle parti della nostra esposizione.

 

Le vostre collezioni si sono allargate lentamente dai tempi del vostro primo Salone nel 2005. C’è qualcosa che non avete mai fatto prima che non vedete l’ora mostrare?

La collezione di arredi per esterni e quella di tessuti saranno molto interessanti per noi. Quest’anno saranno in mostra al Circolo Combattente. Siamo sempre molto felici di tutto, ma i tessuti sono stupendi e gli arredi da esterni non sono una cosa che fanno tutti. Per metterli in mostra stiamo creando una stanza che è quasi come un giardino d’inverno, una grande area che avrà dentro tutti i mobili da giardino con il pavimento azzurro come una piscina e una piccola costruzione per i tessuti. Volevamo fare qualcosa di molto teatrale, qualcosa di completamente inatteso. Abbiamo preso l’idea da un vecchio numero di Vogue Italia che avevamo visto, in cui c’era un immagine di palloncini che ricoprivano il pavimento come a una festa. È un’atmosfera da sogno.

 

Ci potete dare un’anteprima dei tessuti?

Siamo particolarmente felici dei tessuti da esterni. Emiliano adora fare foto – avevamo tutta una serie di foto che lui aveva fatto di facciate di edifici a Milano, o scattate quando eravamo in Sicilia – più per lo schema di colore che altro. Abbiamo preso le foto delle facciate e le abbiamo ingrandite o ridotte fino a creare un disegno sui tessuti: questa è una delle cose che abbiamo fatto. Di solito, i materiali per gli arredi da giardino sono sempre neri, bianchi, rossi o a strisce con solo i bordi a contrasto, e basta. Il nostro è un approccio molto insolito all’arredo da esterni.

 

Dimore Studio è un po’ ovunque, in questi giorni: curate il design di alberghi da Guadalajara a Parigi, un’infinità di ristoranti e case private e poi fate anche le mostre e le fiere di design in tutto il mondo. C’è qualcosa che non avete ancora fatto e che è ancora sulla vostra lista dei desideri?

In un futuro lontano? Sarebbe bellissimo fare il set design di un film. Sarebbe molto divertente, specialmente per tutte le ricerche che devi fare, per tutti i dettagli.

 

Nessuno di voi due è di Milano – Salci è cresciuto in Toscana e Moran in North Carolina – ma tutti e due avete scelto Milano come base. Com’è ora vivere e lavorare in questa città?

È meraviglioso, c’è una quantità incredibile di persone che sanno fare una quantità di cose stupefacente. È molto raro sentir dire a un artigiano che non è in grado di fare qualcosa, il che è incredibile. Probabilmente è una delle cose di maggior valore in Italia al momento – diciamo Italia e non Milano perché ce ne sono così tanti in tutto il paese – ma specialmente qui, nella zona intorno a Milano, perché c’è una tradizione così antica di lavorazione dei mobili. Gli italiani fanno tutto un pochino meglio, un passo avanti agli altri. Sono molto meticolosi e hanno un grande senso e occhio per la bellezza e lo stile, sanno come dovrebbero apparire gli oggetti. Tutto è fatto in maniera stupenda.

 

Vieni a vedere la nuova collezione di Dimore Studio New Furnishing presso i loro uffici di Via Solferino 11 dal 4 al 9 aprile, dalle 11.00 alle 8.00

 Outdoor Collection e i nuovi tessuti saranno in mostra al Circolo dei Reduci e Combattenti in Via Alessandro Volta 23 dal 4 al 9 aprile, dalle 11.00 alle 8.00

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