Missoni

Ottavio Missoni

OTTAVIO MISSONI 1990-giuseppepino

Ottavio Missoni, foto di Giuseppe Pino, 1990

 

 

Ottavio Missoni  

 

1921  Ottavio Missoni, detto Tai, nasce l’11 febbraio 1921 a Ragusa (Dubrovnik) sulla costa dalmata. Nell’infanzia si trasferisce a Zara.

 

1937  A 16 anni, batte sui 400 metri piani, all’Arena di Milano, l’allora recordman del mondo delle 800 yards, l’americano Robinson, con il tempo di 48.8”. Tempo che ancora oggi rimane la migliore prestazione italiana di un sedicenne.

Chiamato a far parte della Nazionale Italiana di Atletica Leggera, con la maglia azzurra a Parigi batte i francesi sui 400 metri.

 

1939  Campione Italiano Assoluto, corre la distanza dei 400 metri piani in 47″,8 che vale il Record Europeo Juniores. Vince il titolo di Campione Mondiale Universitario a Vienna.

 

1941  È Campione Italiano dei 400 metri a ostacoli.

 

1942   Durante la Seconda Guerra Mondiale è militare sul fronte Nord Africano dove viene catturato dagli inglesi. Rimane prigioniero in Egitto sino alla fine del 1946.

 

1947  A Trieste inizia un’attività di maglieria che produce tute per allenamento in lana, le ‘Venjulia’. Saranno le tute adottate come divisa dalla Nazionale Italiana per le Olimpiadi del ‘48.

Riprende l’attività agonistica gareggiando per la prestigiosa Società Ginnastica Gallaratese.

 

1948  Rosita Jelmini si diploma in lingue moderne e si reca a Londra a perfezionare la conoscenza della lingua inglese.

Ottavio partecipa alle Olimpiadi di Londra con la Nazionale Italiana di Atletica Leggera.

Rosita con le compagne di studio è presente allo Stadio di Wembley il giorno in cui Ottavio vince la sua batteria nei 4oo metri ostacoli conquistando così un posto nella finale. Ottavio e Rosita si conoscono in quei giorni a Piccadilly Circus, punto di partenza per una gita a Brighton organizzata dal Presidente della ‘Gallaratese’, padre di una sua compagna di scuola.

 

1950  Ottavio è 4° ai Campionati Europei di Atletica Leggera di Bruxelles sui 400 metri ostacoli.

 

1953  Ottavio e Rosita si sposano il 18 aprile. Nel seminterrato dell’abitazione allestiscono un piccolo laboratorio di maglieria continuando insieme l’attività iniziata da Ottavio a Trieste.

 

Gareggia per l’ultima volta in Nazionale nel 1953 a 32 anni: 17 anni con la maglia azzurra, forse un record per quanto riguarda le specialità della corsa. Ventisette volte ‘azzurro’ con otto vittorie individuali e sette nella staffetta 4×400.

Ha gareggiato per la prima volta con la Nazionale Italiana nel 1937 a soli 16 anni, che è ancora record quale più giovane azzurro dell’Atletica Leggera.

 

Di lui, Gianni Brera ha scritto in un articolo su “la Repubblica”:

“Ottavio Missoni è apparso nel cielo della nostra atletica come una radiosa cometa (…). A soli 16 anni sgominò di sorpresa americani e indigeni sui 400 metri all’Arena, il più antico degli stadi moderni. Era un fratellino di Apollo (…). Correva con l’armonioso agio di Mercurio, Dio dei mercanti e dei ladri. L’efebo dietro al quale sono corsi ammirati i Lombardi quel lontano pomeriggio all’Arena di Milano ha portato il proprio ectoplasma all’Olimpiade 1948. Due ne aveva perdute per la guerra, (…) Il suo dramma di reduce era atroce: tuttavia, riuscì miracolosamente a sdoppiarsi, a vedere il proprio ectoplasma distendere passi di efficace e non frivolo vigore: seguendo quelli tornò vivo e atleta quando ormai il destino pareva averlo umiliato per sempre”.

 

1955  La Boutique Biki di Milano commissiona a Ottavio e Rosita una produzione di capi in maglia. In seguito iniziano a realizzare delle piccole collezioni speciali per La Rinascente.

 

1958  Presentano a La Rinascente la piccola collezione-moda battezzata Milano-Simpathy. All’interno di questi abiti è stata cucita da poco un’etichetta ‘Missoni’.

 

1966  Hanno grande successo presentando alla stampa, al Teatro Gerolamo di Milano, la loro prima sfilata. È una collezione di rottura rispetto agli schemi tradizionali dell’uso della maglia.

 

1967  In aprile sono presenti per la prima volta alle sfilate di Palazzo Pitti a Firenze. Rosita all’ultimo momento si accorge che le mannequins non hanno quello che Marilyn Monroe chiamava “gli intimi” del colore adatto e le manda in pedana senza niente addosso sotto le bluse di leggerissima maglia di lamé che sotto la luce dei riflettori diventano trasparenti. Piovono le rampogne dei dirigenti. Così nella seguente edizione, mentre a Parigi Yves Saint Laurent lancia il nude-look, Tai e Rosita non vengono invitati a Firenze. Colgono l’occasione per presentare la loro collezione estiva a Milano alla Piscina Solari in quella che viene definita “una memorabile e singolare sfilata acquatica” a base di poltrone gonfiabili e mobili galleggianti e trasparenti.

 

1969  Tai e Rosita incontrano Diana Vreeland, direttrice di Vogue America, al Grand Hotel di Roma. “Chi dice che i Colori sono 7? Ci sono i Toni!” è la celebre frase che Diana Vreeland pronuncia in questa occasione e subito organizza per loro una serie di incontri a New York con i department stores più importanti diventando la loro fata madrina e nume tutelare d’oltreoceano.

Costruiscono il nuovo stabilimento a Sumirago (Varese). In collina, tra bosco e campagna, dove si vede il Monte Rosa così come Rosita l’ha sempre visto da Golasecca, suo paese natale. “…per lavorare in un luogo considerato ideale per il weekend… Semmai in città si va per il weekend”, dice Ottavio.

 

1970  In aprile Tai e Rosita rompono ancora gli schemi e presentano a Firenze una collezione di grandissimo successo dando il via a una nuova interpretazione grafica di vestire la donna e anche l’uomo. Si afferma quello stile che gli americani battezzeranno ‘Put-Together’.

Ottavio e Rosita Missoni diventano ‘i Missoni’.

 

1971  Per la copertina del numero di febbraio de L’Uomo Vogue, Oliviero Toscani fotografa un esclusivo patchwork realizzato da Ottavio. In marzo i Missoni presentano a Cortina una Collezione Après-ski con inserti patchwork multicolori. I giornali iniziano a paragonare le composizioni cromatiche di Ottavio a opere di arte contemporanea.

 

1973  In settembre a Dallas i Missoni ricevono il prestigioso ‘Neiman Marcus Fashion Award’. Il pullover patchwork Missoni diventa parte della collezione permanente del Costume Institute del Metropolitan Museum di New York.

 

1975  In settembre Renato Cardazzo rende omaggio al lavoro di Ottavio allestendo a Venezia una mostra personale alla Galleria d’Arte Al Naviglio. Ferruccio Landi ne fa una completa disamina critica in un articolo con il titolo “Missoni un’opera d’arte formato pullover”.

 

1976 Ottavio è proclamato, insieme a Gianni Agnelli, il Principe Carlo e Robert Redford, uno dei più eleganti uomini del mondo.

 

1978  I Missoni celebrano i loro 25 anni di lavoro con una spettacolare mostra retrospettiva allestita alla Rotonda della Besana a Milano. La mostra viene poi ospitata a New York in un evento speciale nel Whitney Museum of American Art che per la prima volta presenta  moda nelle sue prestigiose sale.

 

1979  In ottobre presentano ufficialmente la prima Collezione Uomo a Firenze.

 

1981  In marzo a Milano la Galleria del Naviglio allestisce una mostra dei patchwork di Ottavio che Guido Ballo battezza ‘Nuovi Arazzi’. I Nuovi Arazzi vengono poi esposti in una mostra personale all’ ‘Art Museum’ dell’Università della California a Berkeley.

 

1983  I Missoni debuttano al Teatro alla Scala di Milano come costumisti nella ‘Lucia di Lammermoor’. A Novembre Ottavio Missoni riceve a Trieste il premio ‘San Giusto d’oro’.

 

1989  In gennaio la mostra degli arazzi ‘L’Emozione della Materia’ è allestita alla Galleria Collegium Artisticum di Sarajevo e in marzo al Museo Civico di Belgrado.

 

1990  In occasione della manifestazione inaugurale dei Mondiali di Calcio Italia ‘90 ai Missoni viene richiesto di interpretare il Continente Africano disegnando dei costumi per la parata.

 

1991  Gli arazzi di Ottavio sono esposti per la prima volta in Giappone, alla Yurakucho Asahi Gallery di Tokyo.

 

1993  È il loro 40° anniversario di matrimonio e di lavoro insieme.

Il 2 giugno il Presidente della Repubblica Italiana conferisce a Ottavio l’onoreficenza di ‘Cavaliere al Merito del Lavoro’.

 

1994  Pitti Immagine e il Comune di Firenze conferiscono a Ottavio e Rosita Missoni il ‘Premio Pitti Immagine’ con la seguente motivazione: “Quarant’anni fa Ottavio e Rosita iniziavano un’originale e creativa ricerca nella maglieria: righe, colore, fantasia, invenzione. Nasceva uno stile del tutto inedito che portava estro e arte nella quotidianità del vestire (…)”. Per l’occasione Pitti Immagine organizza a Firenze la mostra ‘Missonologia’ che si tiene al Ridotto del Teatro della Pergola.

In ottobre la mostra ‘Missonologia’ viene ampliata e allestita negli spazi del Museo Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano.

 

1997   A Londra Ottavio e Rosita vengono insigniti della Laurea Honoris Causa dalla Royal Society of Art (RSA) con il titolo di ‘Honorary Royal Designer for Industry’ (HONRDI).

 

1999   In maggio Ottavio e Rosita ricevono entrambi la Laurea ad Honorem del Central Saint Martin College of Art and Design di Londra. A San Francisco viene conferita a entrambi la Laurea ad Honorem ‘Doctor of Humane Letters’ dell’Academy of Art College.

 

2003  L’attività Missoni compie 50 anni. Suzy Menkes in un articolo sull’International Herald Tribune commenta: “I benamati Missoni sono come la moda italiana vorrebbe vedere se stessa: una grande felice famiglia di pratici maghi”.

In gennaio debutta a Berkeley in California il tour AEROS, un innovativo spettacolo di danza per cui Luca Missoni ha disegnato i costumi.

 

2004   Si inaugura alla fine di ottobre al Museo della Moda e del Costume di Brescia la mostra ‘Missoni e Tiziano. Colore e Luce dal Rinascimento Veneziano alla Moda del ‘900’. La mostra testimonia l’influenza della pittura e del tonalismo lagunare del Cinquecento sulle scelte cromatiche di un grande stilista contemporaneo: Ottavio Missoni.

 

2005  In febbraio in occasione dell’Expo Universale ad Aichi (Giappone) Luca Missoni cura l’allestimento dello spazio espositivo della Regione Friuli Venezia Giulia, all’interno del Padiglione Italia, sul tema “Armonia delle Diversità”.

 

2006  In Febbraio viene inaugurata dai Musei Provinciali di Gorizia la mostra ‘Caleidoscopio Missoni’. La mostra è corredata da uno speciale catalogo in cui per la prima volta si raccoglie l’intero lavoro artistico di Ottavio Missoni.

 

2009  In febbraio a Madrid apre la mostra ‘Taller Missoni. El Arte del Tejido en Movimiento’ con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura, dell’Istituto Europeo di Design e del Museo del Traje.

In giugno a Edimburgo (Scozia) si innaugura il primo Hotel Missoni.

Sempre in giugno, a Londra apre la mostra ‘Workshop Missoni. Daring to be different’ presso The Estorick Collection of Modern Italian Art.

 

2011  Ottavio compie 90 anni.

Viene allestita a Palazzo Giureconsulti a Milano la mostra ‘Ottavio Missoni. Un Mito in Pista’ per celebrarne la carriera sportiva.

In ottobre a San Marino, Ottavio riceve dall’Associazione dei Dalmati Italiani nel Mondo il prestigioso ‘Premio Tommaseo’ per il contributo culturale.

In occasione dei 90 anni di Ottavio viene pubblicato da Rizzoli il libro ‘Ottavio Missoni: una vita sul filo di lana’ definito dal co-autore Paolo Scandaletti “…l’autobiografia di uno dei personaggi più noti e amati dell’Italian Style nel mondo, in cui Ottavio ripercorre con ironia la sua avventura di eterno ragazzo che è riuscito ad attraversare il Novecento senza prendersi troppo sul serio, a dettare le regole della moda restando per tutti ‘Tai’ e soprattutto, come dice lui, a non lavorare troppo”.

 

2012  Ottavio è protagonista della mostra “Ottavio Missoni. Il genio del colore” allestita presso il Vetrinjski dvor di Maribor, in Slovenia.

 

 

 

 

 

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO ALLA FAMIGLIA MISSONI

 

 

 

Con la scomparsa di Ottavio Missoni il nostro Paese perde uno dei protagonisti più significativi dell’eccellenza della moda italiana nel mondo.

Da Trieste, dove era stato costretto a riparare dopo la guerra e la dolorosa esperienza della prigionia, Missoni ha percorso un singolare cammino di affermazione del proprio ingegno trasformando il gusto per la vita, che gli era proprio, in uno stile inconfondibile, modello di raffinata originalità e bellezza, e privilegiando, nella gestione imprenditoriale, la valorizzazione di idee, energie e talenti.

A lei, gentile signora Rosita e a tutti i familiari giungano i sentimenti del mio vivo e partecipe cordoglio, nel ricordo delle occasioni d’incontro che ho avuto con una luminosa persona come Ottavio Missoni.

 

Giorgio Napolitano

Roma, maggio 2013

 

 

 

ottavio missoni alpini

 Piacenza, 12 maggio 2013, Adunata degli Alpini (Foto di Pietro Maré)

 

 

 

 

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE ONORARIO DELL’ASSOCIAZIONE VENEZIA GIULIA DALMAZIA

 

 

 OTTAVIO MISSONI OLTRE L’ULTIMO OSTACOLO

 

 

Ottavio Missoni era un vincente per natura e vocazione.

Nemmeno adesso, di fronte alla morte che tutto placa e livella, lo vedo perdente. Perché fino all’ultimo ha sorriso alla vita, ha lottato come un leone malgrado tutto, dalla sua Zara perduta alla scomparsa del figlio Vittorio.

La sua voce di quattro giorni fa era quella di un ragazzo alla vigilia di una corsa. L’ultima corsa l’ha compiuta. Ed è come se avesse vinto anche quella.

Perché il messaggio che ci lascia è un inno alla vita, al coraggio, alla fantasia, alla creatività.

Dalmata in quanto italiano e italiano in quanto dalmata, ha portato alto nel mondo il nome dell’Italia e della nostra gente indomabile, allegra, ironica, mai nichilista. Valori saldi: senso del dovere, onore personale, amor di patria. Nessun segno mai di intolleranza. Generosità senza fine. Un cuore aperto che ha cessato di battere in un corpo afflitto da recenti terribili avvenimenti.

Ma il suo animo non ha mai ceduto. Bravo Tai! Aiutaci a vivere come te e come te a morire.

 

 

Lucio Toth

Roma,  maggio 2013

 

 

 

 

 

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE VENEZIA GIULIA E DALMAZIA

 

 

 

Una Preghiera per Otavio

 

 

Ciao Tai e grazie per quel che ti ga deto, fato e testimoniado con la tua vita.

Te scrivo in dialeto perché questa xe la nostra lingua e xe quela che gavemo parlà quando ti me ga ciamà a genaio, per ringraziarme del pensier per Vitorio.

Devo dir che ti me ga fato ciapar un susulto, quela volta! Iera andada cussì: mi e tuti noi ne dispiaseva per quel che iera nato a Vitorio e ai sui compagni e pensavo come poderte aiutar. Ma poi no savevo far altro che dir una preghiera per lori, per ti e per la tua famiglia. Gavevo meso sto pensier su FaceBook e dopo tre giorni ti me ciami, ma mi no podevo risponder, la prima volta. Alora ti me ciami due giorni dopo. Mi vedo el numero, no so chi che xe e rispondo: Ciao Balarin, son Otavio, te volevo solo dir grazie.

Dopo che go tacà el telefono go pensà: ma chi altri al mondo, importanti come ti xe ti, me ciamaria per dir grazie per un pensier, e in più in quele condizioni?

Noi no se conossevimo de persona. Se gavevimo trovà più de una volta nel istesso posto: al Vilagio a Roma, nel 2003 per el primo Giorno del Ricordo (ancora me ricordo la tua frase storica: ma noi ancora nissun ne ga liberà! e xo aplausi da quei come mi che iera in strada); a Orvieto, a la riunion dei dalmati tre ani fa; in altre ocasioni co ti venivi qua a Roma, per qualche iniziativa. Solo questo. Epur, go solo scrito che me saria piasudo andar in quel mar dove che xe cascà l’aereo con drento tuo fio per poderlo mi zercar per ti, e questo xe bastà perché ti me ciamassi, come se la tua famiglia se saria slargada nel riconoser una comune radixe.

Ti ga fato quel che mi, gnente in confronto a ti, gaverio fato, proprio come che ne ga imparà che se fa i nostri genitori: averti a l’altro, darse una man, sperar per el ben de chi ti ga vizin.

Adeso ti xe tornà dal Padre che te ga meso al mondo. Adeso ti vedi tuto ciaro, come dopo una bona piova e una bela bora bianca, e ti sarà in compagnia de chi ti ghe ga voludo ben e di chi te voleva ben.

Me piase pensarte sentà su un scoio davanti Zara che ti guardi la natura, le onde, i crocai, i pessi e ti disegni con una tavola de colori che tien in sé tuti i colori infiniti del nostro mar, del nostro ciel e de la nostra tera.

Che ti possi riposar in paxe e in brazo a Dio. Che ti possi eser ne la Sua luxe, coi oci sempre vivi e le man xonte di fronte a la Belezza Eterna e guardar da l’alto in eterno la nostra Dalmazia.

Tonin

 

 

La scomparsa di Ottavio Missoni, quest’oggi nella sua abitazione di Sumirago, priva l’intera comunità giuliano-dalmata, esule in Italia e negli altri Paesi di accoglienza, di un autentico, grande simbolo dell’industriosità e dell’intelligenza proprie di quei profughi istriani, fiumani e dalmati che, ovunque si siano trovati nel doloroso dopoguerra, hanno saputo inserirsi nel nuovo contesto sociale ed economico, forti di saldi principi civili, di sicure doti di laboriosità, di rispetto delle Istituzioni dello Stato e di amore di Patria. I colori mediterranei che hanno reso la sua Maison inconfondibile nel mondo, riflettono le tonalità e i contrasti della sua Dalmazia, del suo mare e della sua aspra e pungente natura. «Io – ha dichiarato in un’intervista del 1999 al “Corriere della Sera” – sono nato a Ragusa che si ostinano a chiamare Dubrovnik. Ma, sino a vent’anni, ho vissuto a Zara. Sarebbe là il mio paradiso. Ma purtroppo Zara, quella mia Zara, non esiste più. Eravamo in 20 mila. Quattromila sono morti sotto le bombe. Gli altri sono sparsi per il mondo. La città è stata distrutta al 70,75 per cento. Ti viene il sospetto che Zara non sia mai esistita». Ma sono infinite le circostanze nelle quali Ottavio Missoni ha rievocato e raccontato, nel suo elegante dialetto dalmato-veneto, la nostalgia dell’esule e la fatica della rinascita dopo la perdita di tutto. Per quel sentimento insopprimibile di rimpianto che diviene, paradossalmente, il più profondo rifugio dell’esule, Missoni ci ha accompagnato per decenni, sempre presente e disponibile agli appelli delle Associazioni degli esuli ad intervenire con la sua innata verve e la sua intatta semplicità che è degli uomini che hanno avuto esperienza della sofferenza e del duro riscatto”.

Ci mancherà enormemente. 

 

 

Antonio Ballarin

Maggio, 2013

 

 

 

MESSAGGIO DELLA FEDERAZIONE ITALIANA DI ATLETICA LEGGERA – SEZIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

 

Ciao Ottavio,
Nato l’11 febbraio 1921 a Ragusa in Dalmazia ha vestito 22 volte la maglia della nazionale italiana fra il 1937 ed il 1953. Finalista nei 400 hs alle Olimpiadi di Londra nel ’48 e quarto ai Campionati Europei di Bruxelles ’50 sempre nei 400 hs vinti dal nostro Armando Filiput. Campione Mondiale Universitario a Parigi ’47. Campione Italiano Assoluto dei 400 nel 1939 a solo 18 anni e per ben tre volte Campione Italiano assoluto dei 400 hs nel 41, 47 e 48. Prima di trasferirsi fuori regione, alla Pro Patria Milano e poi alla Gallaratese, ha vissuto diversi anni a Trieste ed ha migliorato tre volte il record regionale dei 400 portandolo a 47″8 nel 39 con la maglia del GUF Zara. 47″8 è ancora l’ottava prestazione regionale all time assoluta e quarta juniores. Nel 37 da allievo già era in grado di fermare i cronometri su 48″8 (a tutt’oggi 4°crono regionale di categoria all time). Non ci fosse stata la guerra, dove è stato fatto prigioniero dagli inglesi sul fronte africano, chissà dove sarebbe potuto arrivare. Nel 1947 a Trieste, assieme all’amico Giorgio Oberwegwer, anche lui atleta di assoluto livello internazionale e successivamente Commissario Tecnico della Nazionale, fonda una piccola ditta di maglieria sportiva, la Venjulia: è il primo passo di una carriera che negli anni avrebbe fatto di lui uno dei più importanti stilisti al mondo. La Missoni Spa è una realtà industriale con 250 dipendenti ed un fatturato di livello internazionale.
Il suo proverbiale attaccamento alle terre di origine lo ha portato a ricoprire dal 1986 al 2005 la carica di Sindaco del libero Comune di Zara in esilio di cui è ancora Sindaco Onorario. Nel 2008 gli viene conferita anche la cittadinanza onoraria di Trieste. Fino all’anno scorso, prima della tragica scomparsa del figlio, partecipava con successo ai vari Campionati nella categoria MM90 nel lancio del peso. Persona di una comunicativa e di una simpatia eccezionali che rimarrà sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.
CIAO OTTAVIO
da tutta l’Atletica del Friuli Venezia Giulia.
Trieste, 09 maggio 2013

 

 

 

 

 

PENSIERO DI GIULIA MARIA MOZZONI CRESPI, PRESIDENTE ONORARIO DEL FAI

 

 

 

 

“La famiglia dell’Arcobaleno!
Così chiamerei quella tribù, germogliata da un unico ceppo, poi sbocciata in infiorescenze multicolori i cui petali, portati dal vento della moda, sono volati leggeri ad allietare giovani e anziani.

In questo periodo, dove vige la cupa severità del nero, cioè assorbimento di tutti i colori, e quello casto del bianco, cioè assenza di tutti i colori, la fantasmagoria di tinte Missoni porta sollievo all’umanità affaticata.

Proprio come in un prato sbocciano spontanei fiori da tante diverse tonalità, donando allegria e forza vivente, così il capostipite Tai Missoni ha proposto questo esempio a noi tutti dicendoci: coraggio, non aver paura dei colori! Guarda i prati fioriti. Guarda l’arcobaleno che dopo una tempesta illumina il cielo per dirci che c’è ancora speranza, ancora gioia di vita!”

 

 

Giulia Maria Mozzoni Crespi

 

 

 

 

 

 MESSAGGIO DI RENZO CODARIN, PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DEGLI ESULI

 

 

 

Solo poche parole in un momento di profondo cordoglio. Tai rimane un faro di coerenza proposta con grande simpatia. Un esempio di eccellenza nell’esilio di chi ha saputo trarre forza dalle radici, convinto ed orgoglioso dalmata ma con l’anima rivolta al mondo che ha conquistato senza riserve

 

 

Renzo Codarin

 

 

 

VIDEO INTERVISTE A OTTAVIO MISSONI

 

La Storia siamo noi (2013)

Che tempo che fa (2011)

Intervista in occasione del Giorno del ricordo dell’Esodo Giuliano-Dalmata (2011)

Intervista a Sottovoce (Rai 1)

La Sfida (Capital)