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Premio Nonino 2014

Suad Amiry, Michel Serres, Antunes e Dell'Acqua premiati al Nonino. Ironici e visionari, ecco i protagonisti del sapere contemporaneo

Si è tenuto sabato 25 gennaio a Percoto di Udine, il Premio Nonino, promosso dall’omonima famiglia distillatrice di grappa e giunto ormai alla sua 39ma edizione. L’evento si pone anche quest’anno come un riflettore acceso su tematiche ed emergenze, concrete e immateriali, della contemporaneità. Finalizzato inizialmente alla valorizzazione del territorio e della cultura rurale del Friuli Venezia-Giulia oggi è ormai uno degli eventi culturali più importanti d’Europa e si estende alle più varie forme del sapere e dell’iniziativa umana. La giuria, presieduta dal premio Nobel per la letteratura V.S. Naipaul, ha indicato quattro premiati: la scrittrice e architetto palestinese Suad Amiry, il più grande scrittore portoghese contemporaneo Antonio Lobo Antunes, lo psichiatra italiano Giuseppe Dell’Acqua, che lottò con Basaglia per la chiusura dei manicomi, e l’epistemologo e scrittore francese Michel Serres.

 

Ecco qualche frase ascoltata durante la premiazione, e qualche titolo, che vi consigliamo.

 

Suad Amiry, “diventata scrittrice per caso a 50 anni”, autrice di Sharon e mia suocera e del più recente Golda ha dormito qui (entrambi Feltrinelli), ricorda il suo impegno trentennale prima nei trattati di pace israelo-palestinesi di Washington nei primi anni 90 poi nel Riwaq Centre for Architectural Conservation a Ramallah. Con ironia si rivolge a Israele: “Vi potrei anche perdonare 42 anni di guerra ma non vi perdonerò mai per i 42 giorni di convivenza forzata con mia suocera”. E, ancora, “voglio condividere questo premio con Nura, il mio cane. È con il suo passaporto che ho oltrepassato il confine con Israele e sono entrata a Gerusalemme”. Un suo video molto divertente lo potete trovare qui, in occasione di una Ted conference a Ramallah.

 

Visionario e ottimista, l’ultraottantenne Michel Serres, professore di epistemologia a Stanford, racconta in sintesi la parabola di Pollicina, protagonista femminile del suo ultimo saggio Non è un mondo per vecchi (Bollati Boringhieri). Pollicina rappresenta la diciottenne di oggi: usa il pollice, per l’appunto, per navigare in rete dal suo mobile, per comunicare, per consultare l’immenso sapere un tempo prerogativa di pochi dotti, oggi disponibile a tutti. “Maintenant tenant en main le monde” (gioco di parole per “Adesso tenendo in mano il mondo”) è una frase che fino a 50 anni fa avrebbe potuto pronunciare solo un dittatore, o il Re Sole, o Augusto Imperatore, forse un miliardario. Oggi lo può dire qualsiasi Pollicina. “Non è forse questo l’inizio, la promessa, forse utopica, di una nuova uguaglianza? Di una nuova democrazia?”. Qui ecco un video di Michel Serres, per chi conosce il francese, sul perché Pollicina è femmina (“le studentesse sono molto più serie e professionali degli studenti”).

 

La giuria di quest’anno era composta da Adonis, John Banville, Ulderico Bernardi, Peter Brook, Luca Cendali, Antonio R.Damasio, Emmanuel Le Roy Ladurie, James Lovelock, Claudio Magris, Norman Manea, Morando Morandini, Edgar Morin ed Ermanno Olmi.

 

Una nota di costume: da sempre le meravigliose donne della famiglia Nonino vestono Missoni. Tra le foto di questa gallery abbiamo inserito un’immagine ormai storica, del 1997, che ritrae Giannola Nonino, ideatrice del premio, in un abito fiammato Missoni, insieme al filosofo polacco Leszek Kolakowski.

 

 

Beniamino Marini

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