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Missoni Moments Stories

Monte Rosa/Rajastan

Tutto inizia da una parola: chakra. Un termine che evoca la filosofia e il misticismo indiani.

 

Ma la parola chakra, in realtà, si riferisce anche a un oggetto della quotidianità indiana tanto importante da essere divenuto “metafora” filosofica e spirituale. Con questo termine, infatti, si indica la tradizionale ruota per la filatura.

 

È quindi facile capire quanto importante sia l’arte tessile in questa civiltà. Il tessuto, in India, è arte nella concezione più elevata del termine, laddove i colori e la manifattura sono frutto di una cultura millenaria in cui confluiscono religione e craftmanship.

 

Ed è proprio nel cuore dell’India mistica che si è tenuto un crossover culturale che ha visto protagonista Missoni, con una colorata stola di maglia.

 

Tutto ha avuto luogo durante il Kumbh Mela, il più grande raduno religioso al mondo che avviene ogni 12 anni, in occasione di una straordinaria congiunzione astrale, nella città santa di Allhabad.

 

Una cerimonia in cui si ritrovano migliaia di yogin, sadhu e asceti, che confluiscono dai loro eremi nella giungla verso le acque del fiume Gange. Lì per numerosi giorni e notti, si soffermano praticando meditazioni e il sacro rito purificatorio: durante i tre bagni reali chiunque si bagni può lavare dalla propria anima tutti i residui del proprio Karma (azioni) e liberarsi dal ciclo delle nascite e rinascite.

 

Abbiamo seguito i Sadhu, mistici che dedicano la propria vita all’abbandono e alla rinuncia della società (di cui anche il Buddha ha fatto parte), e li abbiamo ritratti con una stola appartenente alla collezione Donna Estate 2013.

 

Un oggetto caratterizzato, proprio come la filatura indiana, da un’attenzione al dettaglio che coinvolge materiali e lavorazioni.

 

La sciarpa è infatti realizzata con sottili fili di rayon e cotone intrecciati a più capi, che creano un tessuto caratterizzato da un motivo traforato tipicamente missoniano con sfumature che si mescolano l’una con l’altra, nascendo dal nero, per arrivare allo smeraldo, salvia, cipria e bianco.

 

Un parallelismo, quello tra Missoni e la fine arte tessile indiana, che diventa lampante laddove entrambe mettono alla base della loro opere la filosofia delle origini.

 

Il brand Missoni unisce il rispetto per le proprie tradizioni alla costante ricerca evolutiva.

 

Ecco quindi, come dice Emilio Tadini, che “Per i Missoni il tessuto serve a custodire il colore – o a custodirne la vitalità e il valore”.

 

Non ci sono segreti se non l’assenza di compromessi sulla qualità e il radicamento al territorio, elemento in grado di dare qualcosa in più alle sue creazioni.

 

È impossibile non pensare quindi al concetto di terroir quando si guarda alla produzione Missoni: dalla fine degli anni 60 a a oggi, tutta la produzione della maison, fin dalla filatura alla tintura, è infatti integralmente realizzata a Sumirago, nei boschi vicino a Varese.

 

Un scelta estrema ma che conferisce alle creazioni Missoni qualcosa di innegabilmente unico.

 

Non si può allora che pensare a un immaginifico parallelismo tra il Monte Rosa -su cui affacciano le finestre delle sale delle sarte Missoni- e le montagne del Rajastan indiano e provare così a raccontare una storia degna di Sheherazade.

 

La storia di una stola di tessuto che, partita da Varese, arrivava fino al Gange per unire, come un sottile filo di seta iridata, due realtà separate da milioni di chilometri, ma unite da una stessa filosofia creativa.

 

Courtesy of L’Officiel Italia