LAST MOMENTS
Galateo
Le regole della tavola
Perle di saggezza dalla tavola Missoni illustrate da Carlo Stanga. Perché si può gustare il bello con forchetta e coltello
 
missoni wonderland
Selfies in Wonderland
Ecco una selezione di selfies che il pubblico di Missoni Wonderland ha scattato durante il Salone del Mobile di Milano
 
Missoni Moments The Place To Be

La fioritura di dicembre

La campagna cambia aspetto e diventa magico terreno di crescita per piante dai fiori dall'immagine e proprietà inaspettate

L’inverno nella campagna del nord Italia ha una bellezza magica. L’aria sa di fumo, e il primo sorso d’aria gelida del mattino ti brucia la gola mentre guardi i campi e i prati coperti da un sottile strato di ghiaccio friabile e luccicante. Il paesaggio è intrappolato in un incantesimo, quasi immobile: i pochi sprazzi di colore sono ancora più evidenti all’occhio.

 

I frutti della callicarpa sono di un’inusuale e vivace tonalità di viola: ecco il perché del nome (che in inglese viene tradotto letteralmente in “beautyberry”) e dell’aumento della sua popolarità durante i mesi più freddi. E visto che parliamo di bacche, molti di noi avranno già familiarità con la pianta del cotognastro senza averne mai saputo il nome: questo arbusto dall’aspetto rustico, con le sue bacche rosse che pendono soffici dal picciolo, viene spesso usato per le siepi.

 

In questo periodo dell’anno i fiori della nandina, o bambù sacro, si trasformano in bacche rosse che rimangono sulla pianta fino alla primavera. Questo arbusto, che non è in effetti un bambù, viene piantato vicino ai templi in Asia e si ritiene porti fortuna.

 

I frutti della rosa canina sono ovunque: prodigiosa fonte di vitamina C (ne contengono dieci volte tanto quanto le arance o i limoni), questi frutti di un rosso vivo vengono usati per fare il tè, lo sciroppo, la marmellata e persino il vino. I frutti della rosa canina sono meglio conosciuti dei suoi fiori, che a paragone con altre rose sono piuttosto scialbi e quasi senza profumo, mentre i frutti possiedono una bellezza elegante e quasi vittoriana.

 

Anche i petali dell’elleboro vengono usati per fare il tè, mentre le sue radici e il rizoma sono così tossici che devono essere maneggiati solo con i guanti. Un’antica leggenda popolare racconta di una pastorella così colpita dai magnifici doni portati dai Magi a Gesù bambino da mettersi a piangere perché non aveva nulla da offrirgli. Mosso a compassione dalle sue lacrime, un angelo le mostrò dei fiori bianchi che crescevano nelle vicinanze, che lei poté raccogliere per offrirli in dono al Bambinello: ecco perché l‘elleboro è anche noto come “rosa di Natale”, anche se non ha alcuna parentela con la famiglia delle rose.

 

E visto che siamo in argomento “piante commestibili”: lo sapevate che le mele selvatiche sono le madri di tutte le mele? Senza le piccole, graziose mele selvatiche non avremmo le grandi e succose Golden, le Granny Smith, le Fuji, le mele organiche, la bella mela avvelenata a cui l’ingenua Biancaneve dà un morso, e nemmeno la mela che causò la guerra di Troia quando Paride la diede ad Afrodite, scegliendola come più bella fra le dee in un mini-concorso di bellezza che la vedeva gareggiare contro Era e Atena. Niente male, eh?

 

Fioriture precedenti:

 

Novembre

Ottobre

Settembre