LAST MOMENTS
festività
happy thanksgiving da missoni
Alcune proposte moda per festeggiare il giorno del ringraziamento con amici e parenti
 
missonifeeling
Sonia Delaunay in mostra a Parigi
Parigi celebra con una retrospettiva Sonia Delaunay, l'artista che più di ogni altro ha fatto del colore il centro del rapporto tra arte e moda
 
Missoni Moments The Place To Be

La fioritura di dicembre

La campagna cambia aspetto e diventa magico terreno di crescita per piante dai fiori dall'immagine e proprietà inaspettate

L’inverno nella campagna del nord Italia ha una bellezza magica. L’aria sa di fumo, e il primo sorso d’aria gelida del mattino ti brucia la gola mentre guardi i campi e i prati coperti da un sottile strato di ghiaccio friabile e luccicante. Il paesaggio è intrappolato in un incantesimo, quasi immobile: i pochi sprazzi di colore sono ancora più evidenti all’occhio.

 

I frutti della callicarpa sono di un’inusuale e vivace tonalità di viola: ecco il perché del nome (che in inglese viene tradotto letteralmente in “beautyberry”) e dell’aumento della sua popolarità durante i mesi più freddi. E visto che parliamo di bacche, molti di noi avranno già familiarità con la pianta del cotognastro senza averne mai saputo il nome: questo arbusto dall’aspetto rustico, con le sue bacche rosse che pendono soffici dal picciolo, viene spesso usato per le siepi.

 

In questo periodo dell’anno i fiori della nandina, o bambù sacro, si trasformano in bacche rosse che rimangono sulla pianta fino alla primavera. Questo arbusto, che non è in effetti un bambù, viene piantato vicino ai templi in Asia e si ritiene porti fortuna.

 

I frutti della rosa canina sono ovunque: prodigiosa fonte di vitamina C (ne contengono dieci volte tanto quanto le arance o i limoni), questi frutti di un rosso vivo vengono usati per fare il tè, lo sciroppo, la marmellata e persino il vino. I frutti della rosa canina sono meglio conosciuti dei suoi fiori, che a paragone con altre rose sono piuttosto scialbi e quasi senza profumo, mentre i frutti possiedono una bellezza elegante e quasi vittoriana.

 

Anche i petali dell’elleboro vengono usati per fare il tè, mentre le sue radici e il rizoma sono così tossici che devono essere maneggiati solo con i guanti. Un’antica leggenda popolare racconta di una pastorella così colpita dai magnifici doni portati dai Magi a Gesù bambino da mettersi a piangere perché non aveva nulla da offrirgli. Mosso a compassione dalle sue lacrime, un angelo le mostrò dei fiori bianchi che crescevano nelle vicinanze, che lei poté raccogliere per offrirli in dono al Bambinello: ecco perché l‘elleboro è anche noto come “rosa di Natale”, anche se non ha alcuna parentela con la famiglia delle rose.

 

E visto che siamo in argomento “piante commestibili”: lo sapevate che le mele selvatiche sono le madri di tutte le mele? Senza le piccole, graziose mele selvatiche non avremmo le grandi e succose Golden, le Granny Smith, le Fuji, le mele organiche, la bella mela avvelenata a cui l’ingenua Biancaneve dà un morso, e nemmeno la mela che causò la guerra di Troia quando Paride la diede ad Afrodite, scegliendola come più bella fra le dee in un mini-concorso di bellezza che la vedeva gareggiare contro Era e Atena. Niente male, eh?

 

Fioriture precedenti:

 

Novembre

Ottobre

Settembre