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Rosita Missoni riceve oggi dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro
 
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I fiori di ottobre

La stagione è proprio cambiata, nelle campagne del nord; e anche se i meteorologi hanno predetto un’altra impennata delle temperature in forma di estate di San Martino, l’autunno è finalmente arrivato in tutta la sua gloria multicolore. Con il cambio di stagione, anche il giardino di Rosita Missoni si è esibito in una splendida fioritura solo per i vostri occhi.

 

Chiunque sia cresciuto nei paraggi di un prato avrà dimestichezza con la delicata forma a coppa del Crocus Sativus, una pianta perenne che fa timidamente capolino fra l’erba appena il tempo si fa più fresco, e nasconde un prezioso tesoro: dai suoi pistilli si ricava lo zafferano, una delle spezie più preziose. Le ortensie sono ospiti consueti di ogni giardino italiano, forse anche a causa della loro robustezza. L’ortensia di Rosita, come tutte le ortensie del mondo, continua a sfoggiare le sue bellissime foglie verde brillante e i fiori simili a fuochi d’artificio anno dopo anno, e richiede cure davvero minime.

 

Poi c’è il Tricyrtis Elegans: questo fiore senza profumo e dalla bellezza inusuale si presenta in una grande varietà di sfumature, dal bianco al giallo con macchie rosa o viola. Fu scoperto nel 1851 dal medico danese Nathaniel Wallich, che allora era a capo del Giardino Botanico di Calcutta, durante una spedizione sull’Himalaya. Il Tricyrtis Elegans è sempre stato molto sottovalutato: una tendenza che ora si sta invertendo, man mano che questa pianta recupera popolarità nel mondo dell’orticoltura.

 

L’Evonimo europeo, o fusaggine, è un arbusto con foglie che vanno dal verde estivo al verde giallastro e marrone dell’autuno. I suoi rami ricchi di grazia sono colmi di piccoli frutti rossi, che sono una grande riserva di cibo per uccellini e insetti. Una pianta tutto sommato modesta e schiva, rispetto al cugino Evonimo alato, che prende il nome dall’insolita conformazione della sua corteccia (che sembra aver messo centinaia di piccole ali). I suoi fiori sono molto meno interessanti dei suoi frutti, che sono di un rosso brillante ed esplodono una volta giunti a maturazione, liberando i semi arancioni. In autunno, l’intero albero passa dal verde a un rosso vivo che gli è valso il soprannome (vagamente biblico) di “arbusto di fuoco”.

Vi è piaciuta la fioritura di ottobre? Andate a rivedere la raccolta di settembre!