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Come essere un Uomo Missoni

Davide Giannella, Ruggero Pietromarchi e Federico Vavassori ci parlando del loro modo di vivere la moda e la creatività a Milano.

In occasione del lancio della collezione Missoni Estate 2018 per l’uomo, iD Italy ha fatto una chiacchierata con Federico Vavassori, Ruggero Pietromarchi e Davide Giannella.

 

Federico Vavassori, 27

Raccontaci di quando e come hai iniziato quello che fai…
Alle scuole medie, quando vendevo ai miei compagni floppy disk con gli hentai manga di Dragon Ball.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare all’inizio della tua professione?
Imparare ad alzarmi presto.

Hai o hai avuto modelli di riferimento per il tuo lavoro?
Enzo Ferrari.

Come definiresti la scena creativa di Milano?
È convinta di essere l’amore, invece è l’innamorata.

Come percepisci Missoni?
Una versione più presentabile di me stesso.

Prossimi progetti…
Vacanze!

 

Ruggero Pietromarchi, 30

Quando hai iniziato quello che fai?
Ho iniziato nel 2012 organizzando i primi concerti presso lo spazio d’arte contemporanea h2an di Milano.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare all’inizio della tua professione?
Convincere le persone a darti fiducia.

Come definiresti la scena creativa di Milano?
Al momento molto stimolante.

Che consiglio ti senti di dare a chi vuole seguire le tue orme in campo artistico?
Di concentrarsi molto attentamente nella formazione delle persone coinvolte.

Che rapporto hai con la moda?
Un rapporto abbastanza di evoluzione… Ma al pari della fotografia e dell’arte contemporanea. È uno strumento di ricerca.

Come percepisci Missoni?
Lo percepisco come un bel marchio italiano con una grande originalità costante.

Quando lavori, quanto conta per te la bellezza?
Importante ma non fondamentale, soprattutto consequenziale rispetto allo spessore del contenuto.

Prossimi progetti…
Il Terraforma.

 

Davide Giannella, 37

Raccontaci di quando e come hai iniziato quello che fai…
Le prime esperienze di curatela credo di averle avute quando seguivo la scena del writing milanese. Ai tempi iniziai a fare una serie di videoclip sulle azioni notturne dei miei amici ed è stato in quel periodo che ho capito le possibilità e le potenzialità di raccontare il lavoro di altri. Non si trattava di curatela in senso stretto, mi interessava però vivere attivamente le esperienze dei miei amici e fare un lavoro parallelo al loro.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare all’inizio della tua professione?
La mancanza di spazi o piattaforme in cui poter sviluppare i propri progetti e le proprie ricerche.

Hai o hai avuto modelli di riferimento per il tuo lavoro?
Gordon Matta-Clark per la capacità di esprimersi attraverso diversi linguaggi, cinema, performance, fotografia, scultura… E al di fuori dell’ambito prettamente artistico Ugo Tognazzi.

Come definiresti la scena creativa di Milano?
In generale Milano, a vari livelli, è da sempre una buona fucina di creatività. Una cosa che però sto notando con piacere negli ultimi tempi e che mancava da un pò, è che la scena odierna è meno derivativa rispetto al recente passato.

Che consiglio ti senti di dare a chi vuole seguire le tue orme in campo artistico?
Curiosità e una lettura personale sulle cose.

Che rapporto hai con la moda?
Abbastanza basico. Se ci penso, mi rendo conto di aver cambiato molto poco del mio guardaroba negli anni.

Come percepisci Missoni, e come ti senti nell’indossarlo?
Missoni è contemporaneo e senza tempo.

Quando lavori, quanto conta per te la bellezza?
La bellezza non è una categoria a cui ambisco direttamente.

Prossimi progetti…
La programmazione di MEGA assieme a Giovanna (Silva) e Delfino (Sisto Legnani) e alcuni progetti per il Teatro dell’Arte della Triennale di Milano.

CREDITI

Fotografia: Judith Erwes
Stylist: Ivan Bontchev
Hair: Dora Roberti @Closeup
Sul set: Giorgia Imbrenda, Irene Tamagnone

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